lunedì 10 ottobre 2011

La nuova era

Noi viviamo in un perenne stato di sogno, un sogno che c'è stato impiantato nel cervello come un software mal funzionante ma conosciuto e perciò usato e condiviso.
Questa cosa mi fa venire in mente Linux...il sistema operativo, un mio amico anni fa lo mise ed iniziò a fare propaganda del nuovo sistema.
Solo poche persone lo stavano a sentire, spesso dicevano: è difficile, lascia stare per carità! 
Il fatto strano è che non lo avevano nemmeno mai visto!!
Molte persone parlano per sentito dire, il punto è che hanno paura del nuovo, non lo conoscono, spiazza, cos'è? che farò? E l'ansia aumenta. 
Se solo avessero la curiosità dei bambini non temerebbero più nulla.
I programmi ereditati non sono nostri e possiamo liberarcene, è un compito impegnativo, è richiesta volontà per arrivare a stare veramente bene e ad essere liberi da paure che ci imprigionano da secoli.
Per fare questo vengono oggi illustrati vari metodi che non starò qui a citare, ognuno può farsi il viaggio che vuole, ci si incontrerà alla fine o a metà del percorso chissà...
Quello che preferisco personalmente come lavoro su di me è quello dell'osservazione e dei 4 accordi, un testo piccolino di saggezza toteca che consiglio vivamente a tutti. 
Sono 4 semplici cose da fare e da rifare che miglioreranno la qualità della vita di ognuno.
Capirete che ogni volta che dite o fate qualcosa a qualcuno la state in verità facendo a voi, sarà uno stimolo a fare qualcosa di bello allora piuttosto che gettare veleno e terrore ovunque.
Ultimamente mi rendo conto che ce la si racconta, ma nessuna storia regge più...il tempo di reagire è terminato, bisogna agire consapevolmente, non tirare uova marce dalla frustrazione.
La nuova era è un qualcosa di autentico no di scopiazzato qua e là, e l'autenticità non può esserci finché non ci si libera dei fardelli di tensione e paura che governano i nostri cervelli.
Non bisogna credere e basta, bisogna scegliere di credere e a cosa. E' questa la differenza.
Altrimenti crederemo a tutto e saremo vittime non esseri responsabili.
La terra ha bisogno di essere amata e risvegliata da un canto non da urla. 
Il più grande potere che abbiamo è quello di fare la differenza. Dobbiamo solo scegliere di creare partendo dall'intuizione o dall'esperienza.
Fare del proprio meglio per ripulirsi da immondizia ereditata senza accusare nessuno sarà il primo vero passo verso un nuovo inizio.
Trovate la vostra strada e perseguitela facendo del vostro meglio.


Bisogna impegnarsi per il più alto beneficio proprio e del prossimo. Tutto ciò che viene fatto con questo scopo al meglio delle proprie capacità è l'unico vero diritto dovere civico che abbia senso perché è per l'umanità intera non per una classe.
Pamela C. De Logu 
 
Voglio regalarvi uno spunto di riflessione dal libro di Don Miguel Ruiz, "I 4 accordi": 
"Quando prendete le cose personalmente, vi sentite offesi e la reazione è quella di difendere le vostre convinzioni, creando conflitti. Rendete grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché avete bisogno di avere ragione...si tratta di una proiezione del vostro sogno, quello che dite, che fate segue gli accordi che avete preso con voi stessi...non ha nulla a che vedere con me.
Non m' importa cosa pensate di me, perché non prendo in modo personale le vostre opinioni...so che quando sarete contenti direte che sono un angelo ma se siete irritati no. In entrambi i casi, la vostra opinione non mi tocca perché io so ciò che sono e non ho la necessità di essere accettato.
Qualunque cosa diciate so che è un problema vostro non mio, è il modo in cui vedete il mondo e state parlando con voi stessi, non a me. 
Le opinioni di ciascuno derivano dal suo sistema di credenze, quindi nulla di ciò che pensa un altro mi riguarda davvero: riguarda lui o lei.

Non è ciò che ho detto io che vi fa soffrire ma il fatto che avete delle ferite aperte e io le ho toccate. Siete voi che vi fate del male.
E' impossibile per me prenderla personalmente, non perché non vi creda ma perché so che vedete il mondo attraverso occhi diversi: i vostri.
Quindi se vi arrabbiate con me, so che state affrontando voi stessi..."
 

mercoledì 5 ottobre 2011

Rimetti a noi i nostri debiti

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Confesso che in chiesa quando fremevo per uscire da quelle quattro mura ammuffite, la frase che più mi colpiva del Padre Nostro e la più incomprensibile per me era questa.
Cos'erano sti debiti? Come poteva una bimbetta capire cos'erano i debiti? Figuriamoci quelli karmici o come volete chiamarli.
Cos'è un debito?
Vediamo secondo il dizionario italiano cos'è il debito.


1débito    ['debito]
s.m.
agg
che è dovuto; opportuno
agg
obbligo di pagare una somma di denaro specialmente se ricevuta in prestito; la somma dovuta
agg
obbligo morale, di riconoscenza


Il debito secondo me:

E' un impegno. L'impegno ad assumersi la responsabilità di assolvere un dovere: può essere una cifra di denaro da restituire, un aiuto da ricambiare al momento opportuno, un libro da riportare alla persona che te l'ha prestato fiduciosa che un giorno glie lo avresti ridato senza farti pregare.
Il debito è qualcosa che nasce nel momento in cui fai una richiesta, non prima. 
Questa cosa è importantissima perché è qui che esiste la netta divisione tra RESPONSABILITA' e SENSO DI COLPA.
Il senso di colpa invalida e nasce credendo di dovere qualcosa a tutti anche se non abbiamo chiesto nulla, la responsabilità nasce nel momento in cui si è consapevoli di aver fatto una richiesta.
Molti vivono in un perenne stato di bisogno e chiedono senza rendersi conto che le richieste vanno fatte non mendicate.
Esempio: se mendichiamo amore, riceveremo disprezzo perché l'universo non risponde alle parole ma alla nostra vibrazione di poca stima per noi.
Per questo è importante essere consapevoli sempre dei propri stati d'animo e di ciò che sentiamo dentro.
Incontrarsi all'interno è l'unico modo per essere davvero nel momento presente, per vincere le paure.
Il nostro squilibrio, le nostre proiezioni amplificano quello che è solo fumo, ci sentiamo soffocare perché il fumo aumenta...
Non sapevo cos'era sta preghiera, la recitavo così a memoria come a scuola, molti anni dopo la studiai e mi resi conto che è un dono e che i debiti da rimettere sono i nostri rancori, tutte le cose che abbiamo preso anche per sbaglio e che abbiamo lasciato inquinassero la nostra vita.
Non può esserci gioia senza perdono e quel perdono che credevo dovere a qualcuno in realtà lo dovevo a me stessa perché se si sbaglia non è per sbagliare ma per riuscire a ricordare che noi siamo migliori di così, davvero lo siamo. 
Tutti quanti ma lo abbiamo dimenticato. 
L'errore ci aiuta a ricordarci della nostra parte più autentica, quella che non giudica ma ama.
L'errore arriva a svegliarci, a dirci:"Ehi, va bene così, sei riuscito a fare quello che in quel momento potevi fare ma credimi puoi davvero fare di meglio e te lo sto dicendo anzi, te lo sto mostrando, facendoti vivere un'assenza, che è la mancanza di armonia"
Allora ti disperi ma in realtà, quella disperazione è una forza, un potenziale.
Quelle lacrime diventano allora una preghiera...
Da bambina stufa di pregare a memoria, iniziai a chiedere come se chiedessi ad un amico, funzionava...col tempo dimenticai allora le preghiere ma non il modo di pregare.


La semplicità è la chiave del Paradiso e la sincerità è l'unica cosa che conta...noi otteniamo quello che chiediamo sinceramente...






Pamela C. De Logu










Leggi questo bel post sul Padre Nostro

«Dacci oggi il nostro pane quotidiano». Peccato che l'abbiano tradotta così male, questa frase.
La traduzione latina era più fedele: «Panem nostrum supersubstantialem da nobis hodie».
Cioè: siano nutrite le nostre superiori aspirazioni, a scoprire, fare, volere, creare più di quello che c'è già.
Invece, mettendo «pane quotidiano» là dove era scritto ben chiaro «panem supersubstantialem», si abituavano le persone a elemosinare a Dio quello che già conoscevano, come se fosse ciò che c'è di più prezioso.
In più, sul piano strettamente concreto, quella traduzione incoraggiava a credere che, se di cibo ce n'era poco per alcuni, Dio c'entrasse qualcosa.
E dunque che così dovesse essere.
          I. Sibaldi 

domenica 25 settembre 2011

Consigli di Jodorowsky


• Aiutate gli altri ad aiutare se stessi. 
 • Vinci le tue  antipatie e vai incontro a chi ti respinge. 
• Non agire in reazione a ciò che dicono bene o  male di te.
• Trasforma il tuo orgoglio in dignità. 
• Trasforma la tua rabbia in creatività. 
• Trasforma la tua avarizia nel rispetto per la bellezza. 
• Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori degli altri.
• Trasforma il tuo odio in  carità
• Non lodarti ne  insultarti.

• Tratta ciò che non è tuo, come tratti ciò che è tuo.
• Non  lamentarti,ma sviluppa la tua immaginazione. 
• Non dare ordini  solo per il piacere di essere obbedito. 
• Paga sempre per i servizi che ricevi.
• Non fare propaganda del tuo lavoro o delle tue idee. 
• Non tentare di suscitare per  te  emozioni come la pietà, ammirazione, simpatia e complicità. 
• Non tentare di distinguerti solo per la tua apparenza. 
• Non  contraddirti mai, resta in silenzio. 
• Nessun debito, acquista e paga subito. 
• Se  offendi  qualcuno, chiedi  perdono. Se hai offeso pubblicamente scusati in pubblico. 
• Se si accorge di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per  orgoglio nel tuo errore,  ma desisti immediatamente dal tuo  obiettivo. 
• Non difendere le tue vecchie idee per il semplice fatto che  le hai pensate tu. 
• Non conservare  oggetti inutili. 
• Non vantarti  con le idee degli altri. 
• Non farti foto con persone famose  o celebrità. 
• Non rendere conto a nessuno, devi essere tu il tuo giudice. 
• Non definire te stesso per ciò che  possiedi. 
• Non straparlare di te  e concedeti la possibilità di cambiare. 
• Accetta che  niente è tuo. 
• Quando ti chiedono il parere su qualcosa o qualcuno,parla solo delle loro qualità. 
• Quando ti ammali, invece di odiare questo male , prendilo come insegnamento. 
• Non guardare furtivamente, guarda apertamente. 
• Non dimenticare i morti, ma dagli  un ambiente limitato, per evitare  che loro invadino la tua vita.. 
Dove vivi, dedica sempre uno spazio come luogo sacro. 
• Quando  esegui un lavoro, non evidenziare i tuoi sforzi. 
• Se decidi di fare un  lavoro per gli altri, fallo con piacere. 
• In caso di dubbio tra fare o non fare, rischia e fallo. 
• Non tentare di essere tutto per il tuo partner, ammetti che cerca in altri ciò che tu non può dargli.
• Quando uno ha il suo pubblico, non contraddirlo per rubargli l'ascolto.
• Vivi col denaro che ti sei  guadagnato.
• Non vantarti delle avventure amorose. 
• Non vantarti delle tue debolezze. 
• Non visitare mai qualcuno solo per riempire il tuo tempo. 
• Impara a trattare. 
• Se  stai meditando e arriva un diavolo,anche il diavolo si mette a meditare.

giovedì 8 settembre 2011

La promessa....

Non si dovrebbe mai promettere niente, soprattutto ai bambini, perché "quando una promessa si infrange continui a vivere ma ti servirebbe qualcosa che venisse giù dall'anima" ...e se non c'è che fai? Ti fermi per 2 secondi come me da qualche parte e riparti per andare da qualche altra parte che somiglierà sempre a quella di prima...si è i soli responsabili della propria strada ma se tutto è uno allora anche tu lo sei un pò per me...mi sono guardata bene dall'unire io che individualista da sempre ho cercato di staccarmi sempre più da tutti e tutto per arrivare a scegliermi una strada scopiazzata qua e là...e che si può fare quando nessuno ti dice: "fai così"...fai un pò quello che capita e improvvisi come meglio puoi...
Non bisognerebbe mai promettere niente...


P.

mercoledì 24 agosto 2011

La donna che verrà...

E’ pregiudizio comune credere che le cose non cambino.
Nei secoli la donna ha viaggiato a lungo modellandosi secondo gli schemi delle varie epoche affilando l’arte della seduzione come il modo più comune di garantirsi uno spazio.
Nella moda, nel cinema, nel mondo dello showbiz troviamo esempi femminili che di quest’arte ne hanno fatto un personaggio dando vita all’icona della donna debole e sensuale che affascina con dolcezza come la bionda Marylin o la sbarazzina e fresca Audrey Hepburn che conquista con una raffinata semplicità o l’enigmatica e bellissima Kim Novak dalle curve ben accettate allora.
Ma cosa accade quando il bisogno di sopravvivere come personaggio seppellisce l’esigenza di vivere per ciò che si è?
Quando modelli standardizzati limitano l’espressione di sé quello che scatta è l’adattamento o la ribellione.
Morire per un canone dettato dal fashion system fa riflettere e smuove nell’essere femminile il desiderio di mostrare l’altra faccia della luna, quella più nascosta perché spaventosa agli occhi di chi non è in grado di scorgere la vera bellezza nelle differenze e usa il corpo commercialmente frustrando l’anima.
E’ un momento questo in cui la coscienza femminile è stanca e pronta a farsi avanti in maniera consapevole non solo ribellandosi ma comunicando in azione la sua strategia di essere libera di esprimere il proprio valore come donna.
La donna che verrà è una donna che sa vivere nel presente secondo il suo valore che scopre ogni giorno esponendosi al rischio di deludere e perdere, è una donna che lo ha riconosciuto e accettato come indivisibile da sé.
E’ una donna nuova che ha il coraggio di non piacere, disturbare, osare con intelligenza e sensibilità.
Non sta più in un angolo aspettando di essere scelta è lei la Psiche che ha imparato a dividere i semi.
E’ una donna che non reagisce ma agisce e che non rinuncia alla sua femminilità per assecondare una società impaurita ma non ne fa di questa una mercificazione.
Non avrà paura di stare sola ma non disdegnerà un’unione in nome di una libertà che ha capito essere falsa se non condivisa, non cederà alla rabbia ma la sublimerà attraverso la creatività e parlerà al mondo facendosi ascoltare, dettando nuove linee sociali e commerciali.
Suggerirà il nuovo taglio, il nuovo stile collaborando al cambiamento per smentire chi di un pregiudizio ne ha fatto un ostacolo alla realizzazione di sé.


Un grazie particolare a Silvia che lo ha diffuso sul suo blog 

e a Paperblog che lo ha scelto come tra uno dei migliori articoli qui.

Pamela De Logu