venerdì 8 aprile 2011

Sono una pecora nera

 "Perché scrivo? Per paura. Per paura che si possa perdere il ricordo della vita delle persone di cui scrivo.
Per paura che si perda il ricordo di me o anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile." 
Così dichiarava De André anni fa.
Chi scrive perché lo fa?
Io scrivo per comunicare delle parti di me, per entrare in relazione con l'altro e creare assonanze per vivere l'armonia di qualunque stato d'animo, scrivo perchè non saprei esprimermi meglio di come le battute sanno fare, scrivere è un atto poetico, chi scrive lo fa con l'unico scopo di arrivare al centro.
Il centro è il punto. Si arriva al punto quando si sa passare ovunque portandosi il cuore...
Ho scritto spesso anche io per paura, paura di essere incompresa, di dovermi giustificare...ma la paura non regala la pienezza della pace piuttosto lascia spazio alla nostalgia ma non alla ricchezza di una vita vissuta...
Ho smesso di credere nella rabbia, a volte mi prende all'improvviso, mi tira per un braccio ma io la seguo solo per 2 o 3 metri prima di ringraziarla per avermi dato modo di osservarmi di nuovo, vedere che non migliorerà la mia giornata né quella di qualcun altro.
Non è vero che bisogna stare male per essere un poeta e non è vero nemmeno che bisogna stare bene...bisogna saper mantenere l'equilibrio e saper andare ovunque con la certezza che nessun posto potrà trattenerci al fine di logorarci, un poeta è colui che oscilla dal bene al male essendo presente a se stesso, non è colui che vacilla, è risoluto anche nell'insicurezza solo perchè non ha avuto paura di farci amicizia ...
E' qualcuno che resta in disparte a lasciare che le parole aprano varchi, non pecca di vanagloria perché non è mai al cospetto dell'io ma di Dio, vive nel presente viaggiando nel tempo e ha fiducia nel fatto che avrà ciò di cui ha bisogno per evolvere, non ciò che desidera per migliorare...la natura del poeta va verso la profondità, non il miglioramento...un poeta può starsene all'inferno ed avere l'animo in paradiso...

Sono una pecora nera, nera come la pece, come il buio, come il fondo di un pozzo, ma bruco i prati verdi e ho l'animo in festa...

Pamela C. De Logu

3 commenti:

  1. Non trovo importante la scelta del colore della mia pelle di pecora :) ma la sua manifestazione coraggiosa (senza temere il giudizio, il mio innanzi tutto) dello stesso. Ogni qui e ora è differente, per cui diverso, illuminante e divertente sarà l'arcobaleno (di pecore e ben oltre :) che scelgo di Essere

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  2. vincenza collu8 aprile 2011 14:16

    .....mantenere l'equilibrio.......questo è uno dei miei obiettivi......riuscire a mantenere l'equilibrio e trovare un equilibrio in tutto cio' che penso, dico e faccio......pensieri , parole e azioni formano il nostro essere in ogni istante di vita.....

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  3. @ Vincenza Allora presto avrò una sorpresa per te :) <3

    Intanto concentrati sull'essere presente...qualunque cosa accada e qualunque emozione tu stia vivendo...

    Un abbraccio

    Pam

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