E' incredibile quante cose si trovano mentre cerchi qualcos'altro... E' necessario imparare a riconoscere, a guardare con occhi nuovi solo allora si vedrà la magia entrare nella nostra vita... Se non apprezzi la leggerezza del fiocco che si posa a terra sei destinato a cadere goffamente nella neve...
domenica 26 gennaio 2014
La mia personale visione dell'amore
"Quando non dovrò più preoccuparmi di dire qualcosa per paura di ferire l'altro, poiché l'altro saprà per certo che se gli metterò i piedi in testa sarà solo per gioco o per dormire, allora, solo allora potrò dire di essere amata" P.
mercoledì 15 gennaio 2014
La via
Ultimamente ho scritto di getto, non curando minimamente l'aspetto stilistico del testo,chi mi segue noterà sicuramente che gli ultimi post sono più un vomito autobiografico di una distorta percezione di realtà vissuta che un arricchimento.
Ma ho promesso a me stessa di non giudicarmi,probabilmente le cadute di "stile" fanno parte di un percorso.
Non ho mai avuto le idee chiare,alla domanda:"cosa vuoi?" solitamente rispondevo con cosa non volevo o stavo zitta perché non lo sapevo.
Ad un certo punto scopri una strada pensi che potrebbe piacerti ma poi inizi a perderti...un pò quello che scrive il caro Sibaldi:
Ognuno comincia, prima o poi, a trovare la sua «via»,
cioè la sua personale direzione nello scoprire,
nel decidere, nel desiderare.
Ma la perde subito, se pensa di averla capita,
di averla ben chiara davanti a sé.
Una «via», infatti, modifica continuamente chi la percorre.
A ogni passo lo sorprende: gli cambia il mondo.
Così, paradossalmente, si è davvero su una «via»
quando si sta andando verso non si sa dove,
fiduciosamente,
e tutto intorno ti aiuta ad andare sempre oltre.
È ovvio che occorre coraggio.
E il coraggio ogni tanto è difficile,
ma è molto meglio della rabbia sorda di chi si è fermato
o si è perso
e non lo sa
e litiga per aver ragione,
perché ha paura.
Igor Sibaldi
Viene descritto bene lo stare nel flusso, non ha più senso quindi arrivare alla meta ma la meta diviene il viaggio stesso, l'esperienza, lo stare lì, la presenza.
Qualcosa viene trasmutato attraverso l'essere semplicemente presente e sveglio.cioè la sua personale direzione nello scoprire,
nel decidere, nel desiderare.
Ma la perde subito, se pensa di averla capita,
di averla ben chiara davanti a sé.
Una «via», infatti, modifica continuamente chi la percorre.
A ogni passo lo sorprende: gli cambia il mondo.
Così, paradossalmente, si è davvero su una «via»
quando si sta andando verso non si sa dove,
fiduciosamente,
e tutto intorno ti aiuta ad andare sempre oltre.
È ovvio che occorre coraggio.
E il coraggio ogni tanto è difficile,
ma è molto meglio della rabbia sorda di chi si è fermato
o si è perso
e non lo sa
e litiga per aver ragione,
perché ha paura.
Igor Sibaldi
Viene descritto bene lo stare nel flusso, non ha più senso quindi arrivare alla meta ma la meta diviene il viaggio stesso, l'esperienza, lo stare lì, la presenza.
Non esistono più scelte sbagliate o giuste, non c'è un punto di non ritorno, c'è solo l'alternativa che si modifica ancora per offrire nuove visioni, nuove aperture, è una crescita comunque, sempre.
Non può accadere che uno si sbagli perché l'errore diviene inconcepibile all'interno di una struttura esperienziale, tutto è solo prova, percorso, scoperta.
Un accorgersi delle innumerevoli potenzialità dei nostri desideri, del nostro profondo.
E' quello che sta accadendo a tutti ormai, non c'è nessuna sicurezza c'è solo un andare.
Quelli che consapevolmente se ne sono resi conto affrontano tutto ciò con lo spirito dell'avventuriero, quelli che non sono consapevoli di ciò passano la vita a scappare da loro stessi impauriti. E' solo una questione di punti di "vista" o meglio: c'è chi vede e chi no.
La grande chance che questa situazione ci offre è quella di poter essere finalmente noi stessi alla massima potenza. Dopo aver passato la vita a pianificare di compiacere tutti stando male, ora abbiamo la possibilità di toglierci la pelle d'asino e mostrare la nostra principessa a tutti con la pace nel cuore di chi sta imparando a scegliere per sé.
Non si dovrebbe aver paura di mostrare la verità, perché lo scopo ultimo della verità è quello di essere rivelata, noi siamo i portatori della verità, ognuno di noi con il suo dono sta dando modo al mondo di co creare una realtà altra: autentica, coraggiosa, bella.
Fintanto che non sappiamo qual'è il nostro dono giriamo in tondo alla ricerca del tesoro nascosto che ci renderà ricchi. Si! Perché quel dono è l'unico che applicato ci aprirà le porte della ricchezza: attiri ciò che sei, chi sei? Cosa sei venuto a fare? Quando eravamo piccoli lo sapevamo ma ce ne siamo dimenticati.
Nella spontaneità del bambino, la verità del suo talento affiora. Quei primi anni di vita sono quelli in cui il Divino potenziale si esprime per concretizzarsi nel cammino dell'adulto. Se questo viene rimosso, dimenticato, passiamo la vita a soffrire perché non riusciamo a capire quale spazio è il nostro di diritto, quale il nostro scopo, la nostra missione, il nostro regalo da portare all'umanità.
Quella donna guardandomi con i suoi occhi azzurri mi disse:
"Non farti scudo della aggressività per difendere la tua gentilezza che senti usurpata.
Essa ha in realtà un potere più grande del ferire: guarisce.
Il tuo dono è quello di trasmettere la conoscenza,l'insegnamento è la tua via. Insegna agli altri quello che hai imparato, quello che nel cuore senti di poter far uscire dalla voce, dalle mani..."
"Non farti scudo della aggressività per difendere la tua gentilezza che senti usurpata.
Essa ha in realtà un potere più grande del ferire: guarisce.
Il tuo dono è quello di trasmettere la conoscenza,l'insegnamento è la tua via. Insegna agli altri quello che hai imparato, quello che nel cuore senti di poter far uscire dalla voce, dalle mani..."
In quel momento ebbi un ricordo che avevo sepolto nel dimenticatoio delle aspettative altrui;Avrò avuto sei anni e "insegnavo" alle piante sul balcone: trasmettevo loro quello che durante la giornata avevo imparato.
Mi resi conto che facevo questo da piccola, che ero in realtà un canale, sono sempre stata un canale di trasmissione e all'altro facevo arrivare sempre il messaggio più giusto per lui o lei in quel momento.
Avevo ritrovato il mio spirito gemello: quello per cui le persone vanno girando tutto il mondo, la loro missione, il loro dono da portare nel mondo.
Mi sentii in pace, come se un pezzo di me stesse ritrovando la finalmente la strada di casa.
Sapevo ora cosa ero venuta a fare qui, il talento è qualcosa che non si sforza di venir fuori, c'è, è come l'amore, c'è sempre anche quando credi che non ci sia, hai solo una benda sugli occhi e non lo riesci a vedere.
Sapevo ora cosa ero venuta a fare qui, il talento è qualcosa che non si sforza di venir fuori, c'è, è come l'amore, c'è sempre anche quando credi che non ci sia, hai solo una benda sugli occhi e non lo riesci a vedere.
Non puoi più sbagliare quando sai cosa sei venuto a fare, capisci che non ha importanza quel lavoro o quell'altro, capisci che ha importanza solo che tu faccia la tua parte e scelga ciò che ti rende felice, che se non senti dentro niente, devi dirigerti altrove. Comprendi anche che le persone che ti hanno ferito lo hanno fatto per il tuo bene per poterti spingere ad essere te alla massima potenza, ad essere colui/colei che eri destinato/a ad essere, alla forza che ora ti apre tutte le porte, alla fiducia che ti rende leggero e semplice ogni passo, che armonizza il tutto e ti nutre con tutto ciò di cui hai bisogno al momento giusto.
Capisci che non servono più giustificazioni perché non c'è più nessuno da compiacere e aprendo le braccia ti apri all'Universo nell'umiltà della tua verità.
Ora ti confiderò la Prima Regola. E’ estremamente importante e non devi dimenticarla. Si tratta di questo: qualunque scelta che fai nella vita, dalla più importante alle decisioni più insignificanti di ogni giorno, deve essere verificata in modo consapevole. In tal caso, devi chiederti se essa soddisferà cinque attributi fondamentali. Se anche uno solo di essi è assente, devi cercare in un’altra direzione. In questo modo troverai sempre il sentiero giusto. Questi cinque attributi sono verità, bellezza, salute, felicità e luce.
"La Sciamana" di Olga Kharitidi
Fa che ogni tua scelta amico/a mia soddisfi questi attributi, anche se avrai paura non arrenderti, non scegliere per codardia, aspetta, ritrova il tuo centro, respira e scegli con coraggio la tua via. Sempre.
Con Amore,
Pamela
In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo 18,1-5.10.12-14
Siate come bambini che non si stancano di chiedere quello che vogliono con tutta l'anima e non scendono a compromessi perché non hanno alcuna paura!
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martedì 3 dicembre 2013
sabato 30 novembre 2013
Confessioni borderline
Il vento soffia come al solito: forte.
Stretta nel mio cappotto cammino a passo svelto.
Poche luci accese nonostante Christmas is coming, nessuno in giro eppure sono solo le sei del pomeriggio.
Sembra mezzanotte, mi dico svoltando a sinistra.
Eccomi sono quasi arrivata a casa...vivo in uno di quei posti che se lo vedesse Stephen King inizierebbe a scrivere, soprattutto per il carretto dei gelati che nel silenzio più assoluto inizia a scaricare il suo carillon.
Nel mio programma di vita deve esserci scritto: superare le paure avendo fiducia.
Si, questa potrebbe essere l'unica ragione per cui ho firmato il contratto d'affitto.
Ad ogni modo le sto affrontando bene, non ho fatto amicizia con il ragno gigante, per lo meno non mi interessa più se dormo da sola la notte e nemmeno di chiudere a chiave la porta per i ladri, come se questo possa davvero fermarli.
Mi preoccupo meno e respiro di più.
Non so niente di illuminazione, l'unica che conosco è quella in bolletta ogni 2 mesi, so per certo che si può essere fulminati, che si può davvero arrivare a vivere la vita come degli idioti con il sorriso sempre sulla faccia perché "noi siamo solari"
Io non sono solare, non sono nemmeno positiva, forse al test dell'alcool il venerdì sera.
Ma sinceramente non sono nemmeno simpatica, ammettiamolo chi mi conosce almeno una volta mi ha detestato e forse è proprio perché preferisco starti sulle palle piuttosto che accontentarmi di una miseria.
Non sono fatta per accontentarmi, non mi interessa compatirti, non mi interessa nemmeno avere fans, mi interessa fare al meglio ciò che mi piace, mi interessa vedere la parte più vera delle persone quella che viene fuori quando vuotano il sacco, quando ad un certo punto non ce la fanno più e lasciano cadere la maschera, mi interessa quella parte lì della vita, dei rapporti, quel momento in cui finalmente qualcuno da qualche parte sta finalmente dicendo la verità a costo di sembrare ridicolo.
Mi piacciono le persone che si rendono ridicole, queste hanno coraggio, non mi piacciono i patetici, quelli che si nascondono dietro ad un compromesso filosofico, quelle noiose che non hanno mai tagliato i ponti, che non si sono mai prese un pugno in faccia per paura del sangue.
Non mi piacciono nemmeno quelle che ti tirano dietro la merda perché non sanno pulirsi il culo da sole.
Beh erano in fondo tutti aspetti di me non accettati, da quando non mi fa più male parlarne o vederne in giro, ne sono fuori. O meglio ne sono dentro ;)
Mi sento un pò Bukowsky stasera, ma non ho bevuto anzi ho iniziato pure la dieta e ho comprato una bilancia.
Qualcuno sta cucinando per me mentre scrivo, è delizioso essere viziati a volte, meno esserlo sempre, induce al torpore.
Perché mi domando, le persone fanno così fatica ad occuparsi mentre si preoccupano con estrema facilità.
Perché non sono mai qui, perché sono sempre altrove?
Perché non dedicare il tempo a se stessi, a leggersi, invece di fare compromessi con gli altri, perché non scegliersi ogni giorno?
Voglio una persona che sia capace di stare qui. Adesso.
In fondo è il motivo per cui gli Dei ci invidiano, avere il momento. Ogni momento è unico perché per nostra natura siamo in parte finiti.
Sarebbe bello uscire fuori dal tempo per un tè.
Non bisognerebbe amarsi se non si è capaci di far l'amore con se stessi, se si prova vergogna a volersi bene non bisognerebbe aiutare gli altri, sarebbe una sciagura.
Dovremmo occuparci dei fatti nostri e lasciare spazio e modo agli altri di occuparsi di quelli loro, dovremmo fare come gli angeli che ci amano più di ogni altro perché ci stanno a guardare avendo fiducia in noi e intervengono solo se richiesto.
La cena è pronta...
A presto
P.
Stretta nel mio cappotto cammino a passo svelto.
Poche luci accese nonostante Christmas is coming, nessuno in giro eppure sono solo le sei del pomeriggio.
Sembra mezzanotte, mi dico svoltando a sinistra.
Eccomi sono quasi arrivata a casa...vivo in uno di quei posti che se lo vedesse Stephen King inizierebbe a scrivere, soprattutto per il carretto dei gelati che nel silenzio più assoluto inizia a scaricare il suo carillon.
Nel mio programma di vita deve esserci scritto: superare le paure avendo fiducia.
Si, questa potrebbe essere l'unica ragione per cui ho firmato il contratto d'affitto.
Ad ogni modo le sto affrontando bene, non ho fatto amicizia con il ragno gigante, per lo meno non mi interessa più se dormo da sola la notte e nemmeno di chiudere a chiave la porta per i ladri, come se questo possa davvero fermarli.
Mi preoccupo meno e respiro di più.
Non so niente di illuminazione, l'unica che conosco è quella in bolletta ogni 2 mesi, so per certo che si può essere fulminati, che si può davvero arrivare a vivere la vita come degli idioti con il sorriso sempre sulla faccia perché "noi siamo solari"
Io non sono solare, non sono nemmeno positiva, forse al test dell'alcool il venerdì sera.
Ma sinceramente non sono nemmeno simpatica, ammettiamolo chi mi conosce almeno una volta mi ha detestato e forse è proprio perché preferisco starti sulle palle piuttosto che accontentarmi di una miseria.
Non sono fatta per accontentarmi, non mi interessa compatirti, non mi interessa nemmeno avere fans, mi interessa fare al meglio ciò che mi piace, mi interessa vedere la parte più vera delle persone quella che viene fuori quando vuotano il sacco, quando ad un certo punto non ce la fanno più e lasciano cadere la maschera, mi interessa quella parte lì della vita, dei rapporti, quel momento in cui finalmente qualcuno da qualche parte sta finalmente dicendo la verità a costo di sembrare ridicolo.
Mi piacciono le persone che si rendono ridicole, queste hanno coraggio, non mi piacciono i patetici, quelli che si nascondono dietro ad un compromesso filosofico, quelle noiose che non hanno mai tagliato i ponti, che non si sono mai prese un pugno in faccia per paura del sangue.
Non mi piacciono nemmeno quelle che ti tirano dietro la merda perché non sanno pulirsi il culo da sole.
Beh erano in fondo tutti aspetti di me non accettati, da quando non mi fa più male parlarne o vederne in giro, ne sono fuori. O meglio ne sono dentro ;)
Mi sento un pò Bukowsky stasera, ma non ho bevuto anzi ho iniziato pure la dieta e ho comprato una bilancia.
Qualcuno sta cucinando per me mentre scrivo, è delizioso essere viziati a volte, meno esserlo sempre, induce al torpore.
Perché mi domando, le persone fanno così fatica ad occuparsi mentre si preoccupano con estrema facilità.
Perché non sono mai qui, perché sono sempre altrove?
Perché non dedicare il tempo a se stessi, a leggersi, invece di fare compromessi con gli altri, perché non scegliersi ogni giorno?
Voglio una persona che sia capace di stare qui. Adesso.
In fondo è il motivo per cui gli Dei ci invidiano, avere il momento. Ogni momento è unico perché per nostra natura siamo in parte finiti.
Sarebbe bello uscire fuori dal tempo per un tè.
Non bisognerebbe amarsi se non si è capaci di far l'amore con se stessi, se si prova vergogna a volersi bene non bisognerebbe aiutare gli altri, sarebbe una sciagura.
Dovremmo occuparci dei fatti nostri e lasciare spazio e modo agli altri di occuparsi di quelli loro, dovremmo fare come gli angeli che ci amano più di ogni altro perché ci stanno a guardare avendo fiducia in noi e intervengono solo se richiesto.
La cena è pronta...
A presto
P.
giovedì 21 novembre 2013
Nel paese delle scale
Nel paese delle scale il nostro amore si era forse perso?
Nel paese delle scale salgo e scendo dai ricordi.
Ma c'e' un muro troppo alto da scalare e troppo duro da buttar giù, cosi lo aggiro.
Nel paese delle scale sono seduta vicino a un'emozione, in un angolo buio e umido ad aspettare un fantasma.
Nel paese delle scale sono smarrita come Alice cercando il suo coniglio che corre dietro al tempo che non ha senso.
Nel paese delle scale sento freddo, a volte e pur coprendomi sento il gelo assalirmi dove credevo di essere immune a tutto questo.
Nel paese delle scale non puoi mentire, lui ti riporta davanti allo specchio e ti fa sputare la verità che volevi seppellire in uno dei suoi tanti cimiteri.
Ho trovato una scatola d'alabastro, conteneva il tuo nome, credevo di averlo scordato ma e' inciso nei polsi come un tatuaggio di sangue.
Nel paese delle scale c'e' un morto che parla con me prima che prenda sonno, mi parla di come su un ponte incontrerò di nuovo la mia paura più grande.
Mi ha detto ieri: "Devi essere pronta, verrà il momento"
Non rispondo mai alle sue provocazioni, ascolto ciò che ha da dirmi e poi mi giro dall'altra parte.
Mi segue.
La sua voce e' familiare, non lo temo ma non so come affrontarlo e temporeggio.
C'e' una collina di vento alle mie spalle, mi stupisce il suo linguaggio e mi inginocchio dentro.
Nel paese delle scale devo ritrovare una pergamena di verità, per far rivivere un sogno.
C'e' un codice segreto sotto una cattedrale di carne che aspetta di essere identificato.
C'e' un uomo che aspetta che lo riporti a casa, mi ha chiesto di prometterglielo prima di scendere giù e dimenticarsi di noi.
Nel paese delle scale salgo e scendo dai ricordi.
Ma c'e' un muro troppo alto da scalare e troppo duro da buttar giù, cosi lo aggiro.
Nel paese delle scale sono seduta vicino a un'emozione, in un angolo buio e umido ad aspettare un fantasma.
Nel paese delle scale sono smarrita come Alice cercando il suo coniglio che corre dietro al tempo che non ha senso.
Nel paese delle scale sento freddo, a volte e pur coprendomi sento il gelo assalirmi dove credevo di essere immune a tutto questo.
Nel paese delle scale non puoi mentire, lui ti riporta davanti allo specchio e ti fa sputare la verità che volevi seppellire in uno dei suoi tanti cimiteri.
Ho trovato una scatola d'alabastro, conteneva il tuo nome, credevo di averlo scordato ma e' inciso nei polsi come un tatuaggio di sangue.
Nel paese delle scale c'e' un morto che parla con me prima che prenda sonno, mi parla di come su un ponte incontrerò di nuovo la mia paura più grande.
Mi ha detto ieri: "Devi essere pronta, verrà il momento"
Non rispondo mai alle sue provocazioni, ascolto ciò che ha da dirmi e poi mi giro dall'altra parte.
Mi segue.
La sua voce e' familiare, non lo temo ma non so come affrontarlo e temporeggio.
C'e' una collina di vento alle mie spalle, mi stupisce il suo linguaggio e mi inginocchio dentro.
Nel paese delle scale devo ritrovare una pergamena di verità, per far rivivere un sogno.
C'e' un codice segreto sotto una cattedrale di carne che aspetta di essere identificato.
C'e' un uomo che aspetta che lo riporti a casa, mi ha chiesto di prometterglielo prima di scendere giù e dimenticarsi di noi.
Ma non ho indizi e sono persa con un filo rosso nella mano ad aspettare un segno.
Nel paese delle scale un altro giorno e' passato e io continuo a salire al di sotto.
Mi senti? Puoi sentirmi?
Piove.
Sento una voce...e' di nuovo il vento, mi riporta al punto di partenza.
Per spezzare l'incantesimo devo trovare quella strega, dentro le stanze del mio castello, lei mi aiuterà.
Nel paese delle scale uno spirito mi fa disperare, di dispetti me ne fa tanti e mi propone indovinelli.
Mi senti? Puoi sentirmi?
Piove.
Sento una voce...e' di nuovo il vento, mi riporta al punto di partenza.
Per spezzare l'incantesimo devo trovare quella strega, dentro le stanze del mio castello, lei mi aiuterà.
Nel paese delle scale uno spirito mi fa disperare, di dispetti me ne fa tanti e mi propone indovinelli.
venerdì 1 novembre 2013
Aria
Ci sono quelli che hanno studiato, si sono diplomati e laureati con il massimo dei voti, hanno iniziato da dirigente e collezionato un sacco di targhe, quelli perfetti, sai quelli che fanno sport... mangiano sano, non hanno mai un raffreddore e sono belli, davvero belli, quelli che non sono mai stati licenziati, che hanno un sacco di referenze sulle quali contare, contatti giusti, gente giusta che conta, quelli che sanno sempre cosa dire, che hanno 5 carte di credito, una dorata e l'altra con la foto del cane con pedigree.
E poi ci sono quelli di successo. Solitamente non li noti, arrivano quando meno te lo aspetti e ti sorprendono perché non sono bellissimi ma sono attraenti, hanno la forza di una montagna e la fede di un albero, non sanno mai cosa faranno della loro vita perché sono troppo impegnati a viverla, possono lavorare come cameriere il giorno prima e quello dopo essere a capo di una società milionaria. Sono quelli sui quali non avresti scommesso nemmeno un euro. Quelli che ridono tra i denti e ti dicono: "Non ho idea di come sia arrivato qui però figo! Next?"
Amo queste persone, quelle che anche se si perdono perché tentate dal demonio, dentro avranno sempre la parte umile del terreno dal quale provengono. Quelle che non sono acide solo perché non è andato in porto un affare, quelle che non si lasciano prendere dal panico per un conto scoperto...quelle che saltano fuori dopo anni e non sono state peggiorate dal mondo ma lo hanno migliorato, quelle che come obiettivo hanno il tornare comunque a casa per riabbracciare un caro.
Amo le persone che del successo non ne hanno fatto un veleno ma una cura. Quelli che non hanno bisogno di sicurezze facendosi vedere con l'alta borghesia ma che si fermano ad allungare un pezzetto di pane al cane senza dir niente a nessuno per riscuotere lodi...queste sono le persone che amo, quelle che magari sbagliano, si incazzano, fanno cazzate ma sono pronte a riaprirti le braccia, farsi una risata, ricominciare da qualche altra parte...come lui ad esempio:
"Per guadagnarmi da vivere, ho lavorato quattro volte come portiere e sei come lavapiatti. Sono stato anche il front man di sei gruppi rock, e ora scrivo un oroscopo che viene pubblicato da molti giornali." Rob Brezny (L'internazionale)
Sono convinta che è solo una questione di scelta, se si ama l'avventura non si avrà una vita facile ma di certo non ci si annoierà...non saprei come definirmi, probabilmente la parola che mi calza meglio è: ricercatrice.
Ricerco, questo faccio, non riesco a limitarmi e non voglio farlo, sono un segno d'aria, l'aria è il mio elemento, le idee sono il mio regno e ho sprecato troppo tempo a farmi vendere dentro bottigliette (tipo l'aria di Paris) da gente che venderebbe anche la madre per un pò di soldi...l'aria puoi solo respirarla...io do vita al fuoco, io porto avanti le nuvole, accarezzo i bambini ma spazzo via anche l'immondizia, sono il più mite, vitale, mutevole e feroce degli elementi...perché l'aria non la puoi comprare, l'aria non la puoi imprigionare, l'aria non la puoi tentare...
Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai" la terza tentazione è la più comune ...quanti pur di essere adorati pagherebbero? E quanti risponderebbero: Vattene!?
L'aria non risponde nemmeno. L'aria se ne va a soffiare da qualche altra parte...e se manca l'aria...così impalpabile, così invisibile ...eppure così necessaria.
Si, per una volta voglio riconoscermi il merito di dare "vita" alle cose, e che per godere di me bisogna essere disposti a levare l'ancora e affidarsi...
domenica 13 ottobre 2013
Il guerriero
Solitamente per me il momento culminante la scelta tra una direzione
e un’altra è sempre stato quello in cui
non ti importa più di avere ragione.
Quello è sempre stato per me l’attimo più chiaro, la resa
che mi ha portato a scegliere senza rabbia e senza rancore una strada. Il
prendere coscienza che amare un uomo significa non volere che quest’ultimo si
snaturi per te spingendolo in un verso piuttosto che un altro è l’atto d’amore
più estremo nei confronti di un essere umano.
Non è morire per qualcuno che dimostra quanto teniamo all’altro,
bensì quanto desideriamo per lui una vita meravigliosa. Non mi importa più di
possedere le persone da quando so che non posso perderle.
Arrivare a sperimentare una comunione con l’altro in modo
così profondo e sottile non è immediato, si deve lavorare costantemente su se
stessi, rinunciare a voler vincere una gara facendo spazio alla comprensione e
a un essere più grandi di ciò che si crede tenendo in pugno l’altro attraverso
ripicche e sensi di colpa. Questo non solo è un atto eroico bensì divino.
Ammirare nell’altro il suo cercare attraverso un comportamento di farci
bruciare ciò che dentro di noi non si è ancora trasformato in oro è il primo
passo verso la direzione della crescita spirituale.
Un vero guerriero sa quando deve deporre le armi, stringersi
attorno al fuoco, nutrirsi e fare l’amore.
Un vero guerriero non è colui che domanda vendetta, è colui
che risponde giustizia.
Un vero guerriero è capace di uccidere senza pietà, perché
sa che quando il ramo è secco se non verrà tagliato, tutta la pianta ne
risentirà.
Un vero guerriero dunque uccide. Si, uccide quando sa che non
può farne a meno, che è richiesta la sua mano, la sua voce, la sua decisione
per porre fine a una situazione che chiede un nuovo inizio.
Se è richiesta la sua presenza un vero guerriero non si
tirerà indietro ma non vi pregherà mai, non perché non crede che non sia
efficace, perché lo ha già fatto ed ha capito che non è giusto.
Ha compreso che ognuno deve seguire la sua via e che Dio
costruirà un ponte se vorrà far incontrare le persone.
Ha compreso che non c’è ferita che non possa essere ricucita
dalla cura e dall'amore e che per quanto grandi siano le sue cicatrici egli non
avrà vergogna di mostrarle, perché sono la mappa del suo essere diventato
grande.
Lo riconoscerete dallo sguardo il vero guerriero, egli non
abbasserà mai lo sguardo per paura, non si tirerà indietro davanti ad un’emozione
spiacevole e non difenderà l’orgoglio. Vicino a lui sentirete una grande
energia e non si spaventerà davanti ai rifiuti, perché sa che sono solo
indicazioni verso strade più adatte a lui.
Forse un giorno, in un bar, prendendo un caffè, vedrete una
bambina, con lo sguardo questa vi fulminerà e
inizierà a leggervi dentro, sentirete una grande emozione e vi sentirete
confusi, cercherete di difendervi. Tutti coloro che hanno paura si difendono. L’incontro
con un guerriero fa quest’effetto: vi sembrerà di temerlo, vi infastidirà forse…ma
solo il tempo necessario per arrendervi alla forza del suo amore.
P.
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