lunedì 29 settembre 2014

Riflessioni

Nessun incontro è mai un caso.
Incontriamo le persone che ci aiutano in un modo o nell'altro a compiere il nostro progetto di vita.
Ultimamente cercavo di risolvere il mio dramma.
Ognuno di noi ha un dramma. Risolto il dramma si viene promossi. Ho studiato parecchio ma come diceva Gordon Craig: "prima la pratica e poi la teoria" e devo dire che si...si impara più velocemente e in maniera completa praticando, piuttosto che leggendo e ripetendo.
Mi sono così imbattuta in uno dei tanti angeli che ci svolazzano accanto e che non sanno più cosa inventarsi per farsi vedere...
La scusa per avvicinarmi era: ho bisogno di aiuto. In realtà lui stava aiutando me. Mi racconta la sua storia, ognuno di noi ha una storia e ad un certo punto tira fuori il discorso della sicurezza.
Così qualcosa dentro di me risuona. Sicurezza. Cosa significa essere sicuri?
Sapere. Sapere che è così. E quando sai che è così? Lo sai e basta.
In uno dei discorsi ad un certo punto fa capolino questa frase:.. E le donne vogliono sicurezza...
Quelle parole mi scuotono così mi sveglio dal sogno e realizzo che stavo cercando quello: essere al sicuro. Mi guarda e dico: "No. Non è vero...o meglio beh non posso parlare per tutte le donne in generale ma per me ecco, no, io voglio essere amata. E' l'amore che da sicurezza. La sicurezza non da amore." Così mi rendo conto che ho appena ammesso che cosa davvero desidero e perché non riuscivo ad ottenerlo. Stavo cercando nel posto sbagliato. Cercavo l'amore nella casa della sicurezza. Mentre avrei dovuto cercarlo nella casa della libertà e della fiducia.
Attiravo situazioni in cui continuavo a sentirmi insicura perché cercando la sicurezza vibravo sull'onda dell'incerto.
Ma nel momento stesso che ho lasciato andare il volermi sentire sicura a tutti i costi, lì mi sono sentita amore e sto continuando ad attirare situazioni benevole per me.
Cercate prima il Regno, e tutte queste cose vi saranno date...molte persone cercano le cose per arrivare al Regno. Qui sbagliano.
Quando ci sentiamo amati non è perché qualcuno ci ama, è perché noi siamo amore, se noi non fossimo amore, se non fossimo collegati a quella frequenza, potrebbero amarci in 10 noi non sentiremmo nulla. Dipende da dove stai cercando l'amore, se lo cerchi dentro e vai per la strada che ti dice di seguire tutto ti verrà dato, se lo cerchi fuori per paura che niente ti venga dato o che tutto ti venga tolto allora fallirai.
La paura fa sempre la differenza ma l'amore che è universale e paziente ti darà un'altra chance per aiutarti a capire che non c' è  niente da temere se ami. E che LOVE IS THE ANSWER NOT THE QUESTION.
Quando fai domande è perché non sei sicuro, se lo sai non c'è nessuna domanda da fare. E provate a ricordarvi quante domande avete fatto quando semplicemente sapevate che era la persona giusta per voi. Credo abbiate solo agito. Ma se state ancora cercando di sapere  se vi conviene,lasciate stare perché il coraggio non è ancora maturo per sfidare la paura dell'insicurezza e darvi all'amore.
Magari non è ancora  il vostro tempo...

Se è conveniente potrebbe essere sicuro...ma se non lo è, è sicuramente qualcosa di meglio.

Buona Notte

P.
Il passato che non vuole passare è simile a un drago che aggredisce ogni giorno la nostra esistenza, pretendendo sacrifici umani - perché non può vivere, se non divora altre vite.
E l'io spesso obbedisce, quasi senza accorgersene: al drago di un vecchio amore che l'ha deluso dà da sbranare un amore nuovo; al drago di un cattivo rapporto della figlia col padre viene dato in pasto il marito; al drago di una sconfitta subìta in gioventù vengono sacrificate una dopo l'altra le occasioni di successo che la vita continua a produrre.
Così i draghi psichici prosperano, dominano.
Ma ogni volta che te ne accorgi vengono polverizzati, come i vampiri dalla luce del sole.
Poi bisogna solo guardar bene che non si riformino. Non ci vuole tanto.
                    I. Sibaldi

mercoledì 10 settembre 2014

"Chi non crede nei miracoli non è realista" Audrey Hepburn

Ho accuratamente sempre evitato di trattare argomenti quali salute e  malattia.
Ogni volta che ne sentivo parlare fuggivo come una lepre, ma in salita sapete, la lepre fa fatica, è perciò l'unico momento in cui è più facile acchiapparla. E così è stato per me.
Un anno fa circa ero al mare con una mia amica, lei incinta si misura la pressione, io per gioco le chiedo di misurarmela. Me la misura e BUM! Pressione alta per i miei 30 anni, non riporterò i valori, non credo siano rilevanti i numeri quanto piuttosto l'insegnamento che ne derivò.
Presa un pò dal panico cercai di calmarmi respirando di diaframma "riproviamo" dissi, ancora alta...Ok magari è un momento...andiamo in spiaggia...
In spiaggia cercai di non pensarci, bevvi tanta acqua e rimasi sotto l'ombrellone a ripulire...bagnetto, pranzetto, chiaccherata ecc.
La sera ci sarebbe stata la festa di compleanno del mio piccolo nipotino, il primo figlio della mia amica in attesa del secondo splendore, anche mia madre era stata invitata, ci conosciamo da secoli tutti quanti!
Prima che la festa iniziasse chiedo alla mia amica di andare in camera da letto e misurarmi di nuovo la pressione...ALTA!
Cazzo! Mi dico!  e non riesco a nascondere la preoccupazione sul mio viso ai presenti, sono un'attrice e si dice che gli attori dovrebbero saper fingere, in verità il mio regista mi disse un giorno che un vero attore è un libro aperto, per questo riesce a interpretare i ruoli, è genuino nell'espressione.
Più che altro avevo organizzato ormai il mio viaggio per trasferirmi a vivere in un altra città Edinburgo, dove al momento vivo e questa situazione mi arrivava come un tentativo di bloccarmi da parte del destino ( mi sentii scaraventata da responsabile a vittima in un nano secondo) beh iniziai a fare i miei check up di corsa per capire cosa cazzo non andava in me. Niente, niente di niente, SANA COME UN PESCE eppure questa cazzo di pressione continuava ad essere alta!
Il medico in Italia, impaurito mi da delle pasticche per abbassarmela ma sbaglia dosaggio e mi ritrovo a letto senza riuscire ad alzarmi, troppo forte per me.
Finalmente trovo una brava cardiologa e mi propone uno stile di vita sano e attenzione, ricordo che quando disse attenzione mi suonò un campanello d'allarme ma io volevo dormire ancora un pò non volevo un vero e proprio aiuto, ricordate che l'aiuto non è un palliativo, fa contorcere le budella come dice Brizzi, se non siete pronti per l'aiuto non chiedete perché l'aiuto arriverà ma potrebbe non piacervi. Io volevo un palliativo. Volevo rimediare alla situazione senza starci a lavorare su, non ero disposta a prendere la pillola rossa. Presi la pillola azzurra, un dosaggio basso che lei mi diede, per svegliarmi in camera mia e credere quello che volevo. Dormire ancora un pò. A volte non si è semplicemente pronti non c'è nulla di male in tutto ciò. Ma il risveglio è solo rimandato.
Arriva il giorno della mia partenza.
Dopo una settimana la pressione nonostante le pasticche non si abbassa, mi faccio prendere dal panico e torno in Italia, forse ho qualcosa di brutto penso...3000 pensieri iniziarono a frullarmi per la testa, malattie rare che erano state preannunciate da un medico, non avevo fatto alcuni controlli in più e forse lì sarebbe venuto fuori qualcosa pensai.
Così tornai feci i miei controlli e ...niente! Niente! Anzi la pressione sembrava essersi normalizzata.
Ok Pam stop! Riprendi questo aereo e torna dove eri.
Riparto, perdendo anche soldi e stanza che avevo precedentemente preso in affitto.
Non capivo cosa stava succedendo ma dentro sentivo di dover tornare là.
Tornata là trovai un ostello e dopo pochi gg finalmente una stanza e un lavoro.
Secondo giorno di lavoro mi sveglio in preda a un attacco, mi misuro la pressione e...ALTA!
Ok this must be a fucking joke! Chiamo mia madre alle 7 di mattina in Italia le dico come sto e mia madre evidentemente preoccupata mi fa: "prendi l'aereo e torna a casa, ti curi qui! Basta!"
A quel punto, qualcosa scatta dentro di me e dico NO! In un attimo torno lucida, calma e dico a mia madre: prendo un taxi e vado in ospedale, sono una cittadina europea anche se non ho ancora il medico qui non possono rifiutarsi di curarmi. Vado e vedo.
Mia madre si calma anche lei e mi dice di farle sapere.
Prendo e vado. Mi controllano da capo a piedi e...niente, anzi la pressione sembrava essersi normalizzata...di nuovo...
Da quel momento non ho più avuto problemi, ho continuato a prendere la pasticca fino a 3 mesi fa, quando ad un certo punto iniziai a sentirmi stanca...il medico qui mi dice: Io non credo che lei abbia problemi, rifacciamo le analisi, in caso le dimezzo il dosaggio, sono andata avanti a dimezzare per 3 mesi, alla fine me la toglie e io dico: "Cosa? No ascolti io devo prendere la pasticca!"
 Di nuovo il panico! 
E lui a quel punto mi dice: "ascolti proviamo 4 settimane così e in caso glie la ridò, ma io non penso lei ne abbia bisogno" Sorridendo...un vero maestro :)
E così torno a casa arrabbiata e senza più il mio "salvagente"...
E adesso?
Ok proviamo...
4 settimane e la pressione monitorata, sembra andar tutto bene...
Una mattina però mi sveglio, sto male, febbricitante e dolori, misuro la pressione ALTA!
Cazzo lo sapevo!
Telefono d'urgenza al dottore mi danno l'appuntamento vado e lui lì mi vede e con calma mi fa: "Allora? Di nuovo impanicata?" Io lo guardo e per un momento penso adesso gli sputo in faccia ma come si permette io sto male!!!
Poi mi misura la pressione e mi fa:" è di poco alta" e io: "Vede! Deve darmi la pasticca!"
Mi guarda negli occhi e mi dice: "Ascolti, la pasticca non fa bene, lei è giovane, lei ha il potere di ristabilire l'equilibrio, faccia più movimento e mangi meglio, beva meno alcool e si rilassi..."
Ma questo è scemo penso io! Se mi prende un colpo che faccio?
Poi ad un certo punto mi sorride stile Morpheus e mi fa: "Se vuole io le segno la pasticca, ma sappia che lei prima o poi dovrà assumersi la responsabilità della sua vita non può farlo una pasticca per lei."
Quelle parole dette in un inglese con accento indiano risuonarono nella mia testa, lo guardai e lo vidi per la prima volta con occhi aperti, compresi in un attimo cosa stava dicendo, lo guardai come per dire: ok, ho capito, so cosa mi stai dicendo.
Così abbassando le difese dissi: "Ha ragione, non l'ho fatto un anno fa, lo farò adesso. Dipende da me."
"Allora non la vuole la pasticca?" 
Sorrisi. No ho tutto ciò che mi serve. 
"Torni fra 4 settimane"
In quelle 4 settimane rilasciai, rilasciai e ripulii e pregando smisi di lamentarmi, guardai al mio disagio alla mia pressione alta come a un maestro che mi diceva di accorgermi di me, di fare attenzione a me.
Passate 4 settimane di monitoraggio, la mia pressione sembrava migliorare, ed è a oggi 120-80 (da manuale) 
E sapete ...si, vado a correre ogni tanto e bevo meno, ho smesso di fumare completamente nonostante fumassi 10 sigarette a settimana,  ma non mi va più, non ho smesso con sforzo ma con indifferenza e a volte se voglio fumo ma senza alcuna dipendenza.
Sono pace.
Non sono un'esperta e non voglio dire con questo smettete di prendere i medicinali, non ho autorità, io sono Nessuno, vi riporto la mia esperienza di rilascio e attenzione che ha portato a questo mio risultato...quale sarà il vostro?
Vi si presenteranno demoni spaventosi, potrà essere la pressione alta, un ex furioso, un capo tremendo, una malattia ma voi non smettete di guardarvi dentro o di stare sul pezzo come direbbe Andrea Panatta.
State lì, non fatevi spaventare, il demone della paura è quello che scompare quando mostrate coraggio nel guardarlo dritto negli occhi.

Buon viaggio a tutti maghi erranti :)

martedì 2 settembre 2014

Fintanto che cercherai di cambiare...

Troverai te stesso a sbarrarti la strada...
Fintanto che cercherai di cambiare
Ti sentirai sbagliato
Fintanto che cercherai di cambiare
Non troverai niente di ciò che davvero il tuo cuore desidera
Fintanto che cercherai di cambiare
Tutto resterà uguale
Fintanto che cercherai di cambiare
Non conoscerai il tuo vero sé
Nessuno può parlare per te tranne te
Nessuno può ascoltare per te tranne te
Nessuno può fare per te tranne te
Tu sei l'unico che può essere ciò che è
Non c'è niente da cambiare
C'è da ritornare

L'uomo deve tornare dentro, deve sviluppare la capacità di osservarsi senza giudizio non cercando di cambiare nulla ma semplicemente permettendosi di essere.
Non c'è niente che possa essere cambiato senza che prima questo non sia stato visto, riconosciuto, senza che prima non gli venga restituita la dignità.
Tutto ciò a cui opponi resistenza, tutto ciò che cerchi di escludere dalla tua vita chiede di prendere il posto che gli spetta.
L'amore se fondato sui sensi di colpa può fingere di essere innocente ma sarà un criminale, ucciderà la relazione come un cancro.
 L'amore come dice Bert Hellinger esige il coraggio di diventare colpevoli nel modo giusto.
Spesso ci accontentiamo perché ci manca questo coraggio.
Bisogna rispettare l'equilibrio di tutte le cose, bisogna dare e ricevere nella maniera in cui gli ordini dell'amore prevedono poiché tutto è fondato su regole, se non le conosciamo le infrangiamo e ci facciamo male, se impariamo a capire come funzionano non le infrangeremo poiché saggi, sapremo come sfruttarle a nostro vantaggio.
 Solo chi non sa crede che le regole possano essere infrante.
C'è un motivo per cui esistono, esse reggono l'equilibrio.
 E l'equilibrio è nel riconoscimento di un posto e di un tempo per tutto.

Chi viene dopo non può sistemare nulla di chi è venuto prima ma chi è presente, può nella sua vita vivere il suo ruolo e non interpretare quello di un altro solo per compensazione, riconoscendo a  questo altro quel diritto ad occupare un determinato spazio in un determinato tempo, così che questi non interferirà nella sua vita per prendersi il suo posto nel tempo negato.

Vi consiglio vivamente di leggere i testi di Bert Hellinger, aprono un vasto sguardo sulle relazioni, tutte le relazioni, quelle familiari in particolare che formano e influenzano tutto il nostro rapportarci con gli altri nella nostra vita.

Riconoscetevi registi della vostra vita, non solo attori. Poiché è al centro che si riesce a vedere. E' il regista ad avere la responsabilità della riuscita dell'opera. L'attore è una marionetta animata dal regista.
Scendete dal palco e mettetevi al centro, guardate la vostra vita e date agli attori la giusta posizione per la riuscita dello spettacolo.






“Un giovanotto…chiede ad un suo vecchio insegnate: come fa ad aiutare le persone?
Molti vengono da lei a chiederle un consiglio e se ne vanno sentendosi meglio anche se lei non conosce bene la loro situazione.
L’insegnate risponde: Quando qualcuno si sente scoraggiato e non ce la fa ad andare avanti il problema non sta mai in una mancanza di conoscenza, ma piuttosto nel fatto di volere la sicurezza quando invece è necessario il coraggio e di cercare la libertà quando ragioni di forza maggiore non lasciano scelta…Un insegnate sa resistere alle apparenze e alle illusioni.
Trova il proprio centro e attende una parola di conforto.
Quando qualcuno viene a chiedermi aiuto da insegnante aspetto laddove l’ospite stesso deve andare, se arriva una risposta arriva per entrambi perché tutti e due siamo in ascolto…Quando si aspetta al centro sforzarsi non è necessario”.


Date a ognuno il posto che merita. Voi sedete al centro e ascoltate.

P.


mercoledì 20 agosto 2014

Perché così ho scelto.

Circa un anno fa, esattamente un anno fa mi trasferivo in Scozia, in una terra che ancora oggi non saprei come definire, non sembra appartenere a nessuno, tanto meno alla Regina, è una terra affascinante, selvaggia, particolare, magica.
La prima sensazione che ho avuto una volta atterrata, è stata di: meraviglia, mi sono sentita immediatamente a casa e non a caso,perdonatemi l'assonanza, all'uscita dell'aeroporto c'è un cartello pubblicitario credo, con su scritto: "This is home" o "Welcome home" ...onestamente non ricordo esattamente la frase, comunque sia a proposito di serendipità, i messaggi arrivano da tutte le parti sincronicamente ;)
Perché la Scozia? Perché? Non lo so. Ho seguito l'ispirazione.
Ma la scelta di trasferirmi in un altro paese è stata consapevole, non dettata dalla rabbia né dalla frustrazione per la situazione politica ed economica italiana, bensì dalla curiosità e da uno spirito gioioso.
Sono convinta che non possiamo scappare da nulla, che se stiamo male in un posto e lasciamo quello con il male di vivere dentro, ci porteremo dietro quel male anche se andremo a vivere nel posto più bello dell'Universo.
Bisogna partire dalla gratitudine sempre, dall'apprezzare ciò che si ha al momento presente, essere comprensivi con noi stessi e accettare che in un certo qual modo abbiamo noi attirato quelle condizioni per poterci accorgere di qualcosa.
Ogni giorno che ci svegliamo ci viene data un'altra opportunità così che dove abbiamo ferito ieri possiamo curare oggi.
Sono io l'unica responsabile della mia vita, sono io che posso fare qualcosa, se inizio a criticare è perché forse non ho abbastanza energia per far di meglio ma so che la critica non porterà nutrimento alla mia anima bensì altro biasimo.
Del mio cognome sardo mi porto dietro la testa dura e ho seguito il mio intuito restando sola per un bel periodo, poiché chi sceglie la via meno battuta non si aspetti che le folle lo seguano o gli dicano bravo, ma la fase dell'Eremita è in fondo anche quella una fase, poi si troveranno dei compagni di viaggio, e qualcuno anche dal passato ti rimarrà accanto. Insomma si perde solo e sempre ciò che non è in fondo nostro, non preoccupatevi, so che è doloroso ma ne ricaverete rapporti autentici.
La scelta, la scelta di agire è uno strumento potentissimo che possiamo usare per cambiare strada e vivere esperienze diverse, non pensate a cambiare il mondo, siete voi, sceglietevi il mondo, scegliete ogni giorno chi volete essere, cosa volete sperimentare e affidatevi.
Anche quando vi tremeranno le gambe perché state per fare qualcosa che non avete mai fatto, che nessuno prima di voi ha mai fatto, anche quando non avrete il consenso di nessuno e avrete una paura fottuta di stare facendo una cazzata...beh ricordatevi che nello sgabuzzino quando la luce si accende il mostro che vedevate da piccoli appariva per quello che era: una scopa e degli stracci. Non fatevi spaventare. Abbiate coraggio!
Non sto dicendo che dovete trasferirvi in un altro paese, sto dicendo abbiate coraggio a fare le vostre scelte, ognuno avrà le sue :)
Nei momenti difficili io ricordo a me stessa che sono qui perché ho scelto di non uniformarmi alle scelte altrui, ho scelto di sviluppare il coraggio e l'indipendenza per poter essere una Donna con un'anima bambina e non restare un'impaurita bambina.
Nei momenti difficili io ricordo a me stessa che ho scelto di non cedere al vittimismo di una vita dolorosa e che ho scelto di onorare la morte vivendo.
Ricordo a me stessa che sono qui, perché così ho scelto.
Ho scelto di credere che per me la vita potesse essere meravigliosa.
P.



martedì 5 agosto 2014

Come l'alta marea

Isola di Cramond, Meraviglia della Scozia, una delle tante, vivo qui da un anno e continuo a meravigliarmi...
La vita è sempre sorprendente...
Oggi, con mia madre venuta a trovarmi da Roma, siamo state sull'isola di Cramond, è un'isola non isola, collegata alla terra ferma da un istmo che la bassa marea rivela e l'alta marea copre.
Così come al solito, io ho iniziato a volare con le metafore...
Per vedere il passaggio, per attraversarlo, a volte bisogna aspettare la bassa marea...
Le nostre emozioni a volte coprono tutto affogandoci.
Come ci riesce facile parlare oggi, guardare negli occhi qualcuno che ci faceva sentire impotenti in mille emozioni represse anni fa ed oggi lì in quel bar davanti ad un caffè è così familiare, così amico, così innocente...
La vita che ci faceva così paura con i suoi mille intrighi, quanto oggi è così pura, semplice, limpida...
Quanti ripulendo hanno trovato il passaggio per tornare a casa, quanti oggi conoscono esattamente gli orari di alta marea?
Le emozioni che per anni ci hanno giocato brutti scherzi...quante di queste oggi noi le guardiamo come genitori che guardano i loro bambini giocare sulla spiaggia?
Quanta bellezza rivela la verità nella natura?
Quanto amore rivela il coraggio?
Quanta espressione si cela nel silenzio?
Quanta purezza nel denudarsi del possesso di sofferenze?
Prendimi così come sono perché non posso diventare altro che ciò che già ero prima di saperlo.
Scoprimi piano lasciandomi danzare nell'essere, dammi una volta ancora la tua mano per saltare quello scoglio, dimmi che sarai lì ad aspettare che io attraversi di nuovo la terraferma.
Dimmi che sono capace, ripetimi che sono capace, perché è vero, perché io non smetta di crederlo, perché io ricordi te in ogni mio gesto che faccio per guadagnare un metro d'acqua e avvicinarmi a quella proprietà del cuore.
Perché io possa nell'azione stroncare ogni dubbio, ogni sospetto di averti perso per sempre.
Sostieni il mio desiderio di andare avanti nel sorridermi dal passato, nel salutarmi da lontano, in un avvenire vicino, in un dolore ormai andato.
Eccoti! Come una luce arrivare prima del suono di un'armonica lontana per farmi strada nella notte accompagnarmi a danzare in una piazza straniera, stringere una mano amica, abbandonarmi in braccia amanti, dormire in colori caldi svegliarmi in un caffè amaro e dolcemente ritrovare la speranza che nulla sia mai stato davvero perso gridando ad un gabbiano: Sono felice!











mercoledì 30 luglio 2014

Sulle dipendenze affettive

Se tutti sapessimo che spesso ci teniamo accanto persone pur di non sentire la solitudine quanti accetterebbero quella solitudine in attesa di un amore reale e quanti continuerebbero con i tranquillanti?
Non lo so.
Io, per quanto mi riguarda, mi presento agli esami del Prof. Saturno umilmente nuda.
Ho avuto la possibilità di avere compagnia, ma se questa compagnia mina lo sviluppo dell'essere umano in toto, se questa compagnia nega ciò che è a te necessario come femminile o maschile, se questa compagnia è benefica perché allevia il dolore ma in realtà ti tiene legato a una menzogna o a una dipendenza, allora la risposta è NO.
C' è un video molto bello di uno psicologo che stimo molto nonostante se ne dica, perché è famoso :)...
Le gelosie non mi interessano, se qualcosa risuona con me nel profondo e mi fa dire: Si ecco! Ecco è esattamente questo, ciò che non riuscivo ad esprimere a parole! Allora, e' giusto per me.
Nel video, se poi volete vederlo vi darò la traccia, si parla di rapporti, relazioni, egli dice una frase molto bella: "Nelle cose dell'amore bisogna guardare con gli occhi chiari, fuggire dalle illusioni, percepire la realtà, stare con se stessi, non fingere, guardare le cose come sono...."
A noi piace illuderci, ci piace fingere...perché non riusciamo a sopportare un addio.
Purtroppo questo meccanismo accade non solo in amore, io direi che è più che altro frutto di una dipendenza non curata.
Una malattia che chiede di essere curata viene invece solo alleviata. Insomma il fine di una terapia dovrebbe essere la liberazione da una dipendenza e invece purtroppo spesso "terapeuti" si lasciano affittare come puttane facendo scivolare il paziente o a questo punto direi cliente da una dipendenza ad un'altra: quella per loro, sfruttando così in un gioco vampiresco la malattia non curando minimamente, bensì alleviando i sintomi.
State attenti, aprite gli occhi perché spesso andare da un terapeuta è un pò come dire mi compro un padre o una madre a vita così non sentirò il dolore della solitudine.
Il vero maestro ti istruisce a saper vivere anche da solo non ti coccola dandoti sedativi...
Ho scritto questo post perché molte persone che conosco sono invischiate in rapporti di questo genere, gente che non vede il proprio potere ma mette tutta la sua vita nelle mani di un altro.
 E l'altro che fa? Accetta. Invece di dargli una "bastonata", va lì si fa pagare, lo accarezza e gli da un pesce quando potrebbe insegnargli a pescare.
 Ma poi lui che farebbe? Insomma lui senza il suo paziente da salvare ogni giorno che farebbe?
Ah! quante persone aiutano gli altri  perché questo li fa sentire buoni, migliori di chi invece magari mangia una bistecca, fuma o bestemmia...
Mi dispiace sapere che qualcosa dentro di me è responsabile di tutto ciò, l'unica cosa che posso fare è ripulire come sempre, lasciar andare ed essere ispirata ad agire in un modo.
Se le mie parole ti sono arrivate magari è ora che anche tu parta dall'avere rapporti per cui valga la gioia non la pena poiché le dipendenze non costruiscono ponti, demoliscono case e prima o poi si dovrà fare pulizia e metter su nuove basi.
Per chi è interessato al video che ho menzionato è qui
Da: La mia vita in diretta
P.



lunedì 21 luglio 2014

Osservando la natura... (o il rispetto delle differenze)


La roccia viene modellata dal mare cambiando il paesaggio che ha intorno. 
Una roccia non è dura in realtà, si lascia modellare ma solo da una forza naturalmente diretta. 
E' un gioco di relazione che può avvenire solo a un livello di accettazione profonda della realtà. 
Molti credono che la roccia resista. 
No, la roccia offre la sua natura al mare e il mare l'abbraccia dando modo a questa di venir fuori nel suo essere parte del luogo.
Non c'è scontro. In verità c' è incontro. Tutti gli elementi si nutrono a vicenda dando luogo a continuità. Terra e acqua. Aria e fuoco. 
L'acqua nutre la terra che a sua volta da a questa un luogo in cui posarsi e scorrere, l'aria alimenta il fuoco che da a questa un motivo d'esistere per donare calore.Senza uno non esisterebbe l'altro. 
Questo il circolo in cui gli elementi si muovono in armonia concordando un equilibrio fondamentale per lo sviluppo della vita.
Perché noi non possiamo fare altrettanto? Perché non ci affidiamo alla nostra vera natura? 
Allo scambio di risorse per crescere? Perché mentiamo e ci accontentiamo di una menzogna?
Quando invece potremmo affidarci al nostro essere più vero?
Osservando la natura possiamo giungere a tutte le risposte poiché ciò che l'uomo intende fare è in realtà una copia impaurita di tutto quello che la natura sa come fare accadere nella sua immensa saggezza.
C'è un tempo per ogni cosa e un posto per ogni cosa.
Ma noi vogliamo conquistare il primato quando dovremmo occuparci di prenderci il nostro posto, quello giusto per noi che nessuno ci ruberà perché è nostro.
E' una questione di intenzione, è una questione di azione,è una questione di fiducia. Da anni porto avanti le mie idee per un nuovo femminismo dopo aver buttato giù "case"(idee, memorie, preconcetti, pregiudizi, programmi) porto avanti la donna nuova.
Cos'è? E' l'essere semplicemente ciò che si è: DONNE.Senza aver paura di mostrare la propria femminilità,  un mondo in cui un uomo nasce da una donna e' un mondo in cui non puo' che esserci cooperazione.
Il vecchio femminismo non rappresenta più la donna di oggi, è servito ieri, assolutamente ha avuto una funzione cardine nella storia dell'evoluzione femminile nella societa'.
Oggi pero' abbiamo bisogno di nuovi modi di affrontare il tema delle differenze.
 Dichiarare l'uguaglianza ad ogni costo non è più un'idea rivoluzionaria è un'idea fissa. Non siamo uguali ma abbiamo gli stessi diritti.
La donna è diversa dall'uomo e il non voler ammettere questo porta a un conflitto interno che genererà inevitabilmente conflitto esterno.
Essere diversi non significa meritare di meno ne' uno stipendio inferiore al collega uomo, significa portare nel mondo la propria unicita'. 
Il  vero potere viene da dentro, dall'accettare ciò che si è e rivendicarlo con gentile affermazione di sé non negandosi e aggredendo se stesse per non essere all'altezza di un patriarcato che ci vuole perfettamente adeguate.

Abbiamo sofferto tanto perché ci siamo vendute per una parità quando avremmo dovuto investire sulla differenza e l' unicita'.

P.