mercoledì 30 luglio 2014

Sulle dipendenze affettive

Se tutti sapessimo che spesso ci teniamo accanto persone pur di non sentire la solitudine quanti accetterebbero quella solitudine in attesa di un amore reale e quanti continuerebbero con i tranquillanti?
Non lo so.
Io, per quanto mi riguarda, mi presento agli esami del Prof. Saturno umilmente nuda.
Ho avuto la possibilità di avere compagnia, ma se questa compagnia mina lo sviluppo dell'essere umano in toto, se questa compagnia nega ciò che è a te necessario come femminile o maschile, se questa compagnia è benefica perché allevia il dolore ma in realtà ti tiene legato a una menzogna o a una dipendenza, allora la risposta è NO.
C' è un video molto bello di uno psicologo che stimo molto nonostante se ne dica, perché è famoso :)...
Le gelosie non mi interessano, se qualcosa risuona con me nel profondo e mi fa dire: Si ecco! Ecco è esattamente questo, ciò che non riuscivo ad esprimere a parole! Allora, e' giusto per me.
Nel video, se poi volete vederlo vi darò la traccia, si parla di rapporti, relazioni, egli dice una frase molto bella: "Nelle cose dell'amore bisogna guardare con gli occhi chiari, fuggire dalle illusioni, percepire la realtà, stare con se stessi, non fingere, guardare le cose come sono...."
A noi piace illuderci, ci piace fingere...perché non riusciamo a sopportare un addio.
Purtroppo questo meccanismo accade non solo in amore, io direi che è più che altro frutto di una dipendenza non curata.
Una malattia che chiede di essere curata viene invece solo alleviata. Insomma il fine di una terapia dovrebbe essere la liberazione da una dipendenza e invece purtroppo spesso "terapeuti" si lasciano affittare come puttane facendo scivolare il paziente o a questo punto direi cliente da una dipendenza ad un'altra: quella per loro, sfruttando così in un gioco vampiresco la malattia non curando minimamente, bensì alleviando i sintomi.
State attenti, aprite gli occhi perché spesso andare da un terapeuta è un pò come dire mi compro un padre o una madre a vita così non sentirò il dolore della solitudine.
Il vero maestro ti istruisce a saper vivere anche da solo non ti coccola dandoti sedativi...
Ho scritto questo post perché molte persone che conosco sono invischiate in rapporti di questo genere, gente che non vede il proprio potere ma mette tutta la sua vita nelle mani di un altro.
 E l'altro che fa? Accetta. Invece di dargli una "bastonata", va lì si fa pagare, lo accarezza e gli da un pesce quando potrebbe insegnargli a pescare.
 Ma poi lui che farebbe? Insomma lui senza il suo paziente da salvare ogni giorno che farebbe?
Ah! quante persone aiutano gli altri  perché questo li fa sentire buoni, migliori di chi invece magari mangia una bistecca, fuma o bestemmia...
Mi dispiace sapere che qualcosa dentro di me è responsabile di tutto ciò, l'unica cosa che posso fare è ripulire come sempre, lasciar andare ed essere ispirata ad agire in un modo.
Se le mie parole ti sono arrivate magari è ora che anche tu parta dall'avere rapporti per cui valga la gioia non la pena poiché le dipendenze non costruiscono ponti, demoliscono case e prima o poi si dovrà fare pulizia e metter su nuove basi.
Per chi è interessato al video che ho menzionato è qui
Da: La mia vita in diretta
P.



lunedì 21 luglio 2014

Osservando la natura... (o il rispetto delle differenze)


La roccia viene modellata dal mare cambiando il paesaggio che ha intorno. 
Una roccia non è dura in realtà, si lascia modellare ma solo da una forza naturalmente diretta. 
E' un gioco di relazione che può avvenire solo a un livello di accettazione profonda della realtà. 
Molti credono che la roccia resista. 
No, la roccia offre la sua natura al mare e il mare l'abbraccia dando modo a questa di venir fuori nel suo essere parte del luogo.
Non c'è scontro. In verità c' è incontro. Tutti gli elementi si nutrono a vicenda dando luogo a continuità. Terra e acqua. Aria e fuoco. 
L'acqua nutre la terra che a sua volta da a questa un luogo in cui posarsi e scorrere, l'aria alimenta il fuoco che da a questa un motivo d'esistere per donare calore.Senza uno non esisterebbe l'altro. 
Questo il circolo in cui gli elementi si muovono in armonia concordando un equilibrio fondamentale per lo sviluppo della vita.
Perché noi non possiamo fare altrettanto? Perché non ci affidiamo alla nostra vera natura? 
Allo scambio di risorse per crescere? Perché mentiamo e ci accontentiamo di una menzogna?
Quando invece potremmo affidarci al nostro essere più vero?
Osservando la natura possiamo giungere a tutte le risposte poiché ciò che l'uomo intende fare è in realtà una copia impaurita di tutto quello che la natura sa come fare accadere nella sua immensa saggezza.
C'è un tempo per ogni cosa e un posto per ogni cosa.
Ma noi vogliamo conquistare il primato quando dovremmo occuparci di prenderci il nostro posto, quello giusto per noi che nessuno ci ruberà perché è nostro.
E' una questione di intenzione, è una questione di azione,è una questione di fiducia. Da anni porto avanti le mie idee per un nuovo femminismo dopo aver buttato giù "case"(idee, memorie, preconcetti, pregiudizi, programmi) porto avanti la donna nuova.
Cos'è? E' l'essere semplicemente ciò che si è: DONNE.Senza aver paura di mostrare la propria femminilità,  un mondo in cui un uomo nasce da una donna e' un mondo in cui non puo' che esserci cooperazione.
Il vecchio femminismo non rappresenta più la donna di oggi, è servito ieri, assolutamente ha avuto una funzione cardine nella storia dell'evoluzione femminile nella societa'.
Oggi pero' abbiamo bisogno di nuovi modi di affrontare il tema delle differenze.
 Dichiarare l'uguaglianza ad ogni costo non è più un'idea rivoluzionaria è un'idea fissa. Non siamo uguali ma abbiamo gli stessi diritti.
La donna è diversa dall'uomo e il non voler ammettere questo porta a un conflitto interno che genererà inevitabilmente conflitto esterno.
Essere diversi non significa meritare di meno ne' uno stipendio inferiore al collega uomo, significa portare nel mondo la propria unicita'. 
Il  vero potere viene da dentro, dall'accettare ciò che si è e rivendicarlo con gentile affermazione di sé non negandosi e aggredendo se stesse per non essere all'altezza di un patriarcato che ci vuole perfettamente adeguate.

Abbiamo sofferto tanto perché ci siamo vendute per una parità quando avremmo dovuto investire sulla differenza e l' unicita'.

P.



giovedì 5 giugno 2014

Nella tristezza l'anima danza


Vorrei aver fatto scelte migliori, vorrei essere l'eroe che immagino ogni giorno. Vorrei avere la forza per continuare a provarci, ma soprattutto, vorrei continuare a crederci.

Gianmarco Campone

E arrivò la tristezza, a ricordarti che non tu non sei quello che sei diventato per compiacere un insegnante, un padre, un morto.
O per rivincita nei confronti di un destino avverso, un nemico, una delusione.
Che tu, non sei quello che ti sei impegnato a diventare con tanto sforzo.
Che tu non sei un obbiettivo.Scelgo la forma non vicina all'etimo latino per restare accanto alla meno conformista in letteratura e più popolare doppia b.
La tristezza ti ha chiesto: chi sei?  E tu non hai saputo rispondere.
Credi che lei ti abbia voluto sfidare mentre ti sta solo invitando a scoprirti.
Quanti di quei vestiti che indossi sono tuoi?
Cosa significa scelte migliori?
Le scelte possono essere tue o non tue non migliori o peggiori.
Il giudizio le può catalogare ma l'anima non conosce scelte migliori che quelle che fa perché le procurano gioia.
E allora la tristezza è un messaggio: Ti piace quello che stai scegliendo? O lo stai scegliendo per non deludere qualcuno, per fare un piacere a qualcun altro?
Nella tristezza ci sono molte sfumature di colori, se l'osserviamo, se ci guardiamo dentro e la prendiamo con noi ci mostra una parte nascosta, segreta di noi, che chiede di trovare un modo per indicarci cosa è davvero importante per la nostra crescita e il nostro benessere.
A volte rifiutandomi di ascoltare non apro la porta a questa parte di me ma lei è tenace e bussa più forte.
Alla fine la spalanca violentemente e mi viene ad abbracciare togliendomi il respiro ricordandomi che farei meglio ad invitarla per un caffè la prossima volta piuttosto che farla incazzare.
Non riuscivo a vedermi, a vedere quanto di tutto ciò che portavo avanti era un desiderio altrui, quanto non avevo lasciato andare e quanto non accettavo di vivere in un conflitto piuttosto che adoperarmi a tutti i costi per una pace finta, volevo sistemare qualcosa come si fa con una macchina ignorando i tempi di semina e maturazione, ignorando che io non ho il controllo sui moti dell'anima ma che lei se la lascio fare si occupa di me, di procurarmi tutto ciò di cui ho bisogno al momento giusto.
E' una questione di fiducia.
E' una questione di fede.
E' un arrendersi a un potere che dentro di te sa esattamente quando le ali sono pronte per spiccare il volo.
Non serve a nulla metter fretta a un seme, il fiore ha i suoi tempi per venir fuori non i tuoi, la natura fa tutto nel migliore dei modi, non ha bisogno del nostro brillante intervento.
Lo avevo dimenticato, avevo dimenticato di accogliere e ascoltare, di starmene lì a dar retta a chi ne sa più di me, alla forza che dentro di me trasforma il bruco.
Avevo sbagliato? Mi sentivo in colpa?
Stavo lì e accoglievo, stavo lì e per la prima volta non stavo facendo più niente per cambiare le cose, con umiltà mi accorgevo che rinunciando all'ostinazione si faceva spazio una forza e un potere antichi, dimenticati.
Così mi è venuta voglia di disegnare, avrei disegnato qualcosa di triste pensai...
Ma con meraviglia scoprii che nella tristezza la mia anima danzava, riportandomi a casa...
Eccola qua! :)


Quando farai della tua sofferenza una cattedrale, tu diventerai il tuo unico Dio.
 Stefano Gentilini 
...o Dea
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/tristezza/frase-225693?f=t:30>


da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/tristezza/frase-225559?f=t:30>

martedì 3 giugno 2014

Sii un umile sarto della tua vita

Mi è capitato giorni fa di vedere su You Tube una conferenza di Alejandro Jodorowsky.
Conosco Jodorowsky da prima che diventasse "new age" conoscere Jodorowsky, da prima che fosse facile scrivere il suo nome senza cercarlo prima su Google, ho letto tutti i suoi libri e visto i suoi film, è il motivo per cui so lo spagnolo, è il mio uomo ideale, se mai potesse esisterne uno ideale, il mio sarebbe un mix tra lui, Bert Hellinger e Depp in mani di forbice: un mostro di bellezza.
Nella sua conferenza Alejandro ha iniziato a parlare di racconti e di come questi ci facciano riflettere...
Uno in particolare mi ha colpito: quello del sarto.
Potrete ascoltare il racconto al 47 esimo minuto del video che posterò qui sotto.
Ad ogni modo: c'è un regno, la Regina ha buon gusto, il sarto di corte, il migliore del regno riceve una seta meravigliosa, inizia a lavorarla dicendo: "ne farò il migliore dei miei vestiti!"
Una volta terminato, va davanti alla regina e dice: "guardi questa meravigliosa seta e questo meraviglioso vestito!"
La regina lo vede e si infuria, non gli piace e lo rimanda indietro dicendo che lui la stava insultando.
Il sarto non comprende e spaventato e dispiaciuto se ne va.
Egli si reca dal saggio di corte, spiega a questi la situazione e pronto ad ascoltare un consiglio si sente dire che deve ritornare nel suo laboratorio scucire il vestito e rifarlo uguale e riportarlo alla regina.
 Il sarto è confuso ma obbedisce.
Una volta fatto ciò, va dalla regina ma questa volta intimorito lasciandosi trasportare dalle parole del saggio.
Propone alla regina il vestito e questa volta lei ne rimane incantata e si complimenta con il sarto.
Il sarto non comprende: è la stessa tela! lo stesso vestito!
Torna dal saggio e chiede: "per favore spiegami è lo stesso vestito!"
"Si è lo stesso vestito ma tu sei diverso: il primo te era orgoglioso, il secondo te era un umile artista."
Quello che importa davvero è come fai le cose...se sei un artista narcisista arriva il narcisismo perché l'opera è la trasmissione della tua anima...
Quando ti dimentichi di te e ti dai all'opera stessa, allora l'opera vale...il primo vestito voleva applausi, il secondo voleva che la regina comprendesse che il vestito era bello...
Così l'opera sarà arte solo se non si aspetteranno applausi ma si sarà onesti e ci si metterà da parte per essere umile canale.
L'arte che non cura non è arte è intrattenimento.
Da qui, riflettendo, ho compreso perché non mi è mai importato di fare pubblicità al mio blog, scrivo perché mi piace, perché amo farlo, spero di poter aiutare qualcuno, ispirarlo.
Ho fatto teatro terapia perché volevo aiutare non primeggiare, non mi importa di vendere, mi importa che le persone trovino una strada, la loro strada e crescano in accordo con il loro fine.
Mi piace indirizzare le persone verso quello che sono destinate ad essere e lo faccio con gioia, se ne ricaverò denaro bene se no va bene ugualmente perché il mio fine non è guadagnare bensì dare. E dando si riceve in un modo o nell'altro comunque.
Molte persone mi hanno fraintesa, molte nel mio cammino mi hanno rispedita al mittente, ma spesso era perché non avevo avuto l'umiltà di accettarle nella loro diversità o di accettare che non eravamo fatte per camminare insieme. Sono comunque state dei maestri.
Tutti coloro che  mi hanno fatta crescere sono stati dei maestri, mi hanno aiutata a scegliere in base all'onestà e all'autenticità e non al profitto.

Tutte le volte che volevo compiacere qualcuno  finivo per sentirmi male... Fate qualcosa perché amate fare quella cosa non per avere dei risultati.
Ecco perché' molti non ottengono nulla .. Invece di pensare mi piace? Pensate al risultato ...
mi ricordo che una volta uno psicologo disse a una donna che non riusciva ad avere figli: "Ma le piace far l'amore con suo marito?" Lei rispose: "cosa c'entra ora questo? Io voglio un figlio!"
Calo' il silenzio in sala, io nel gruppo forse ero stata l'unica ad aver capito.. 
Forse perché era un messaggio rivolto a me: se non ami non crei.

martedì 27 maggio 2014

La bellezza del: NON LO SO.

La vera lotta è quella che avviene all'interno di ognuno di noi per poter prendere il proprio spazio: quello che ci identifica come uno.
L'individuazione è il processo attraverso il quale è possibile attirare le condizioni migliori al proprio sviluppo.
Non c'è nessun NOI oramai che possa più reggere al confronto dell'IO.
Così come Sibaldi ha più volte ribadito: questa è l'era dell'IO, non più del NOI, la scuola, la società, le istituzioni in generale sono tutte in crisi poiché nessun NOI è ormai più in grado di comprendere l'ascesa e la crescita di tutti gli IO.
 Il cosiddetto risveglio, non è altro che un ritorno a cosa IO voglio davvero, non cosa vuole mia madre, il mio professore, il mio Stato.
Le ultime elezioni politiche sono un chiaro esempio di come la frattura sia ormai palese, sotto gli occhi di tutti siamo spaccati, confusi, persi. Non c'è unione perché siamo divisi all'interno tra ciò che vogliamo e ciò che si vuole da noi. Non riuscendo a scegliere ci si astiene.
 La meraviglia sarebbe stata vedere quella percentuale di non votanti pari all'intera popolazione...ah! Che sorpresa! L'ammissione del NON LO SO.
Crediamo di sapere cosa è meglio per noi ma non lo sappiamo, nella politica non c'è nessuna risposta, non avrei saputo descrivere con parole migliori quello che un mio amico ha dichiarato in un post del suo blog visibile qui Non c'è nessuna soluzione nella politica
Per la prima volta in vita mia non ho votato. Ho sempre criticato chi non lo faceva, ero così piena di NOI da dimenticare ME. Non ho votato, potrei raccontarvi la storia del: vivo all'estero, non sono ancora registrata all'AIRE, ho avuto un sacco di cose da fare bla bla...
La verità è che non credo ci sia nessuna soluzione lì fuori, una volta iniziato il tuo percorso comprendi come tutto funziona.
La verità è che umilmente NON LO SO.

“Io non credo nella rivoluzione politica, credo nella re-evoluzione poetica. Perché la poesia è essenziale per l’essere umano, visto che l’essere umano non può arrivare alla verità, e il massimo a cui può arrivare è la bellezza. E la bellezza è lo splendore della verità" 

cit. Alejandro Jodorowsky

La vera conquista è quell'inestimabile momento di ricerca di sé all'interno di sfide, è quel desiderio puro di voler sapere chi siamo, non cosa qualcuno vuole farci essere, è quel NON LO SO detto arrossendo che rivela la bellezza della scoperta.

Mi sono privata di un diritto datomi da Loro per obbedire a un dovere verso il mio sentire.
Sono stata a guardare mossa dal desiderio di venire meravigliata da qualcosa che mi corrispondesse e così è stato: Non sono arrabbiata, non sono indignata, non critico, non avendone nemmeno il diritto, sono in silenzio a vedere movimenti crollare e nella confusione farsi strada una piccola voce, quella di ognuno di noi che cerca di esprimersi e di individuarsi in questa vita come meglio riesce. Sono in uno stato di completa comprensione per il CAOS...aspettando una stella danzante.


P.



martedì 20 maggio 2014

Invictus/Invincibile


Dio è ciò che permise a Michelangelo di liberare un angelo imprigionato nel marmo, dipingere la cappella Sistina, a Botticelli di racchiudere la Venere in una tela, a Stanislavskij di creare comunione tra attore e personaggio, a Beethoven di comprorre l'inno alla gioia nonostante la sua sordità e depressione, a Moro di provare amore per costruire una nuova condizione umana a costo della propria vita, a Mandela di diventare un poeta in prigionia piuttosto che una vittima. Dio è coraggio in azione, Dio è in tutti noi, non venitemi a parlare di quante preghiere avete detto ma di quante sfide avete accolto.


Chi è l'invincibile? E' chi non si sottomette a una volontà più piccola. Ecco! E' colui il quale decide di non accusare più nessuno e andare per la sua strada, sta ormai avvenendo ovunque, c'è un risveglio generale e una confusione che deriva solo dal non voler accettare qualcosa di cui abbiamo bisogno o che qualcosa che non ci serve più se ne vada.

"Non ci serve più", esattamente, poiché tutto giunge per servirci, per portarci oltre, per darci altro, per apportare vantaggio non perdita, cosicché l'evoluzione possa fare il suo corso e consegnare nuova energia e sviluppo.

Nel panorama mondiale c'è un lato che si armonizza e un lato che oppone resistenza, il lato che si armonizza, non è colui che non lotta anzi, è colui che sceglie di lottare con determinazione, avere parte nella creazione. Chi oppone resistenza crede di lottare sta invece scegliendo di perdere non prendendo parte a ciò che gli spetterebbe se solo si accorgesse di farne parte.


Vinciamo noi? Noi chi? Noi che lottiamo.

Vinciamo nel momento in cui c'è coscienza. Poiché se io vinco per davvero, tu non puoi perdere. La vera vittoria è conquista di accessi. E l'accesso è la verità.

La verità è che non c'è più un posto per nascondere la possibilità di svegliarsi.


P.